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mercoledì 12 febbraio 2014
domenica 5 maggio 2013
La Sovranità non è roba per fascisti e demagoghi
C'è molta confusione nell'era della "politica 2.0" su cosa sia l'arte della politica, le filosofie e dottrine politiche, molto pressapochismo da parte di novelli salvatori della patria come ad esempio la progressiva presenza nella mia rete sociale, virtuale e reale, di ex-berlusconiani o fascisti che si riscoprono salvatori e portatori di verità assolute solo perchè hanno aderito al grillismo e qui non critico il grillismo in sè, ma l'arte tutta italica del voltagabbana e del conformismo alle mode, di costume e politiche, costoro si riempiono di slogan che solo sei mesi fa avrebbero criticato perchè troppo comunisti, se invece questi slogan sono inseriti in un impianto ideologico contraddittorio che strizza l'occhio un po' a tutti senza indicare una direzione politica netta allora ti accorgi che anche l'ex-leghista diventa favorevole al "reddito di cittadinanza", quando lo invocavano i centri sociali era roba di nullafacenti, ora una sacrosanta proposta in nome dell'incapacità del ceto politico di garantire l'occupazione, tutta roba da italiani.
martedì 16 aprile 2013
Confusione democratica!
Con l'avvento del grillismo è entrata con più forza nel dibattito pubblico la discussione sulle forme della democrazia, su come applicare quella diretta e quella partecipativa, che sono due categorie simili, ma diverse; il grillismo si fa portatore anche e soprattutto di una “democrazia digitale” e i suoi attivisti e simpatizzanti più puri sostengono che “una volta presa la decisione in maniera democratica poi i nostri cittadini devono eseguirla”, non è tanto il m5s ad aver sollevato obiezioni sull'attuale democrazia rappresentativa liberale, ma è riuscito a coagulare attorno a sé buona parte di chi crede in un futuro organizzato tramite espressione diretta del popolo -indistinto-, meglio ancora se via web, la riflessione è molto più antica della costituzione di questo nuovo soggetto politico e se proprio si deve trovare una datazione certa, incorrendo comunque in errore, potremmo citare il 68 con la sua carica rivoluzionaria ed epigoni come Toni Negri che riprendevano Rousseau e cercavano di “modernizzarlo” oppure l'89 con la definitiva vittoria dell'ideologia dominante e la sconfitta dei partiti e movimenti di massa e l'entrata nell'era dei partiti “catch-all party”, i “piagliatutto” con connotazioni ideologiche non ben definite e occupati a cercare il “consenso d'opinione”, restringendo però la discussione politica su binari prefissati e allontanandosi dal territorio e dall'antica concezione di “partito di militanti”. Spesso gli idolatri della democrazia diretta(per le istituzioni politiche, ma non per le aziende private) compiono errori grossolani tra il proporre una cosa e reclamarne la sua attuazione.
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